LUMI
un film di ZimmerFrei


realizzato grazie al sostegno di
Italian Council VI Edizione 2019

programma di promozione di arte italiana nel mondo della
Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo

in partnership con
WIELS (Bruxelles) and Cinema Galerie (Bruxelles)


e con
MUSEION, Bolzano


pubblicazione edita da
MOUSSE Publishing


LUMI
a film by ZimmerFrei


a project supported by the Italian Council (6th Edition2019)

program to promote Italian contemporary art in the world by the
Directorate-Generaal for Contemporary Creativity of the Italian Ministry of CulturalHeritage and Activities and Tourism

in partnership with
WIELS (Bruxelles) and Cinema Galerie (Bruxelles)

and
MUSEION, Bolzano

published by
MOUSSE Publishing

"I miei amici, io li sento un po' come me, li immagino Eritrei, neri. Tu ad esempio, per me sei normale, cioè sei nera". (Filmon, 23 anni)

 

“My friends, my acquaintances whom I feel a little like me, I imagine them all a bit like Eritreans. For me, they are all a little bit dark. You too, for example, I imagine you normal, that means to me being black”. (Filmon, 23 y.o)

Attraverso l'analisi di ciò che la parola "identità" ha significato nelle agende internazionali, specialmente negli ultimi anni, Lumi propone di sostituire la parola più semplice di identità con quella di riconoscimento.
Questo film - primo film fiction di ZimmerFrei - è la diretta continuazione di un precedente documentario di ZimmerFrei chiamato Saga. Saga, ha coinvolto giovani dai 16 ai 23 anni di origini straniere residenti a Bologna, rivelando un intreccio di somiglianze e differenze nella costruzione di un'idea di se stessi che non passa attraverso il termine "identità" e la possibilità di concepire una nuova idea di riconoscimento, appartenenza e cittadinanza elettiva.
Queste "illuminazioni" hanno portato alla concezione di un altro oggetto, una riscrittura immaginaria che riaccende questi temi e li spinge ulteriormente in un'area pericolosa: l'incontro fisico con l'altro, il desiderio dell'ignoto, la fantasia non convenzionale e pregiudicato dalla storia culturale. Un incontro al buio.
Anche nel suo formato fiction, LUMI prende ispirazione nella scelta dei personaggi, da due veri adolescenti che vivono a Bologna al momento: Filmon (23 anni) e Bana (16 anni), due brillanti studenti di origine eritrea, entrambi ciechi.
Bana e Filmon sono amici da quando erano adolescenti, chiacchierando nella loro stanza. Arriva la sera, la stanza è diventata buia, non accendono la luce perché non hanno bisogno di vedere. Non si sono mai visti, i loro corpi non si conoscono. Se non c'è nessuno a guardarli, nessuno a vederli dall'esterno, i loro corpi addomesticati dalle abitudini, abbandonano ogni formalità e postura sociale, i loro gesti sono espressi in modo totalmente libero. Hanno corpi spogliati più che se fossero nudi, che trasudano l'erotismo inarrestabile e senza restrizioni dato dalla loro età e l'assenza di pregiudizi dell'apparenza. Sono entrambi indecenti ed erotici senza conoscersi, al contrario, lo sentono molto bene ma non lo prendono in considerazione. È come quando ci lasciamo attraversare da pensieri che non traspirano in parole, ma per noi là fuori è come se quei pensieri si materializzassero e occupassero l'intera stanza, noi che siamo limitati vedendo il confine tra l'interno e l'esterno del corpo.

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